BARTOLOMEO NOGARA

Bartolomeo Nogara, nato a San Rocco di Bellano il 28 aprile 1868 e morto a Roma il 19 giugno 1954, era figlio di Giovanni Nogara, possidente, e di Giulia Vitali Lorla, appartenente alla più cospicua famiglia di Bellano. Nel 1891 si laurea a pieni voti in “Antichità civili greche e romane” presso la Regia Accademia Scientifico-Letteraria di Milano. Consegue una seconda laurea in giurisprudenza nel 1895 presso l’Università di Genova. Nel frattempo sotto la guida degli illustri docenti Ascoli e Lattes si specializza in glottologia, iniziando a indagare la lingua etrusca, allora ancora misteriosa.
Nel 1902 Bartolomeo Nogara viene chiamato a Roma in Vaticano col duplice incarico di Scrittore latino della Biblioteca Vaticana e di Direttore Speciale del Museo Gregoriano Etrusco. Nel 1903 viene nominato Conservatore del Museo Profano della Biblioteca Vaticana, e, finalmente, il Papa Benedetto XV nel 1920 lo nomina Direttore Generale dei Musei e Gallerie pontificie del Vaticano e del Laterano. Diviene così, nel giro di appena vent’anni, il supremo responsabile di uno dei più vasti e importanti musei del mondo.
In questo ambito Nogara rilancia i Musei Vaticani con un nuovo e moderno ordinamento istituzionale, cura di potenziare e ampliare le professionalità tecnico-scientifiche del personale alle sue dipendenze, apre laboratori di restauro per pitture e sculture secondo le più moderne tecnologie, coordina varie iniziative editoriali e didattiche (fra cui l’Università per Stranieri di Perugia); promuove campagne di scavo e catalogazione in coordinamento con i principali musei del mondo. Numerosissime sono, nel frattempo, le sue pubblicazioni che spaziano dall’archeologia etrusca a quella greco-romana e al nostro Rinascimento.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, dal 1942 al 1945, cura e favorisce il rifugio in Vaticano di capolavori provenienti dai musei  di tutta Italia (gli ori di Pompei, il tesoro di San Marco a Venezia, l’Altare di Sant’Ambrogio a Milano, l’Archivio, la Biblioteca  e i tesori d’arte di Montecassino, i tesori del Palazzo del Quirinale ecc.) allo scopo di proteggerli dai bombardamenti e dai saccheggi tentati dalle forze di occupazione tedesca. Il Luogotenente del Regno Umberto di Savoia, una volta liberata la città di Roma, conferisce a Bartolomeo Nogara, quale riconoscimento delle azioni di salvataggio dei beni culturali italiani, il titolo di Barone.
Nogara dedicò studi e articoli anche ai territori del Lago di Como e alle scoperte archeologiche spesso ivi emerse in quegli anni. In particolare Nogara dedicò studi e ricerche per accompagnare i lavori di restauro, del 1930, della Chiesa Prepositurale di Bellano.

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