Eventi – Events

Giu
16
dom
Creativamente @ Piazza Tommaso Grossi
Giu 16@9:00–20:00

Creattivamente. Idee, forme e colori della fantasia.

Bellano – Piazza e Viale Tommaso Grossi

Domenica dalle 09.00 alle 20.00

Per chi apprezza il fascino delle cose fatte a mano.. l’incontro con la manualità, l’arte, la fantasia dell’artigianato creativo.

Per informazioni: artieesaporidinordovest@gmail.com

Pets 2 @ Cinema di Bellano
Giu 16@21:00
Pets 2 @ Cinema di Bellano
7, 8, 9, 10, 14, 15, 16 giugno ore 21.00 Cinema di Bellano

Un film di Chris Renaud con Jenny Slate, Patton Oswalt, Eric Stonestreet, Kevin Hart, Lake Bell, DanaCarvey, Albert Brooks, Hannibal Buress, Bobby Moynihan, Nick Kroll. Genere Animazione durata 86minuti. Produzione USA 2019.

Decimo film prodotto dalla Illumination Entertainment – la mamma dei ‘Minions’ – e sequel di ‘Pets -Vita da animali’, in ‘Pets 2’ ritroviamo Max, reduce dal matrimonio e dalla maternità della padroncinaKatie, alle prese con un viaggio in campagna insieme ai suoi amici. Tra loro una new entry, il burberoRooster, un cane da pastore con la voce e il carattere di Harrison Ford, che a 76 anni si regala il primocartoon della carriera. Come nel primo film, anche in ‘Pets 2’ il divertimento nasce da un piacere “proibito”: scoprire cosafanno gli animali domestici in nostra assenza.Tutti i protagonisti di ‘Pets 2’, per quanto bizzarri possano sembrare, appartengono a una precisa razzaanimale. Per quanto riguarda i cani, Max è un Jack Russell terrier, specie creata nel 1800 per la cacciaalla volpe e prestata al cinema in numerose occasioni – ‘The Mask’ e ‘The Mask 2’, ‘Allarme Rosso’ esoprattutto ‘The Artist’. Duke è un terranova, razza canadese, amante dell’acqua e molto fedeleall’uomo, mentre Mel è un carlino, antica razza originaria della Cina molto popolare ai tempi dell’imperomongolo. Buddy è un bassotto, una tipologia canina da sempre associata alla Germania e allevata perla caccia al tasso, da non confondere con la razza di Pops, il basset hound, un segugio nano franceseutilizzato ugualmente per la caccia di animali da tana. E se Gidget rappresenta perfettamente la docilerazza pomerania, tra le più popolari negli Stati Uniti, Rooster è l’alfiere dei cani da pastore: taglia mediae morfologia lupoide, è un battitore libero da sempre a fianco di pastori e allevatori. Sul fronte felino,Chloe è un soriano sovrappeso mentre Ozone è uno sphinx, affascinante varietà glabra scoperta nelNuovo Messico a fine Ottocento. Completano il gruppo il pappagallo Sweet Pea, la cavia Norman e lapoiana Tiberius.Ma cosa fanno davvero gli animali quando noi non ci siamo? Cani e gatti, secondo la scienza, sicomporterebbero in maniera molto diversa. Un’indagine dell’Università di Bristol ha svelato che lamaggior parte dei cani vive la separazione dai proprietari come un trauma, anche se si tratta di unallontanamento momentaneo. I primi minuti di separazione sono i più stressanti, e la frustrazione vieneespressa con ululati e lamenti che possono protrarsi fino a trenta minuti – tempo oltre il quale l’umoredel cane tende a stabilizzarsi. Diverso il discorso per gli animali più ansiosi, o con disturbi del carattere, che possono lamentarsi perore, arrivando persino a somatizzare la sofferenza. Quanto ai gatti, studiati da una ricerca della RoyalVeterinary di Bristol, il loro rapporto con la solitudine sarebbe decisamente migliore. Il 21% del lorotempo, secondo l’indagine, sarebbe impiegato osservando l’ambiente (per esempio ciò che accadefuori da una finestra), l’11% intrattenendosi con altri animali, il 5% trafficando con oggetti e giocattoli esolo il 6% dormendo. I gatti sarebbero inoltre tra gli animali più attaccati al proprio territorio: sedecidono di andare in esplorazione, non si allontano – salvo i previsti – a più di 50 metri dalla propriaabitazione.

Gli italiani amano gli animali domestici e ai primi posti tra le specie più desiderate, a sorpresa, cisarebbero pesci e uccellini. Lo dice un recente censimento effettuato da Assalco-Zoomark, che contaoltre 60 milioni di pets in tutto il paese. Trenta milioni sarebbero i pesci negli acquari italiani, mentre 13milioni gli uccellini allevati in gabbie e voliere. Gatti leggermente in vantaggio sui cani, 7.5 milioni contro7, mentre i piccoli mammiferi – dai conigli ai cincillà – sarebbero quasi due milioni. Non mancano i rettili,dai serpenti alle tartarughe, con 1.3 milioni di esemplari distribuiti in giardini e appartamenti. Ad amare ipets sarebbero, secondo la ricerca, più le famiglie che i single, meno disposti a fare spazio, nelle lorovite, a un piccolo compagno a quattro zampe.

Giu
17
lun
Rocketman @ Cinema di Bellano
Giu 17@21:00
Rocketman @ Cinema di Bellano

Lunedì 17, mercoledì 19, sabato 22 e domenica 23 giugno ore 21.00 – Cinema di Bellano

Un film di Dexter Fletcher con Bryce Dallas Howard, Richard Madden, Taron Egerton, Jamie Bell,Steven MacKintosh, Kamil Lemieszewski, Luke White, Jamie Bacon, Gemma Jones. Genere Biograficodurata 121 minuti. Produzione USA 2019.
 
La vita di Reginald Dwight, rockstar multimilionaria nota al mondo con il nome d’arte di Elton HerculesJohn, scorre a ritroso, partendo da una seduta di alcolisti anonimi. Qui John trova il modo di affrontare idemoni del proprio passato e ripercorrere i passi che l’hanno condotto in questo stato. Dopo il successo straordinario e inatteso di ”Bohemian Rhapsody”, intorno a ‘Rocketman’ si è creataun’aspettativa peculiare, un termine di paragone quasi obbligato, incentivato dal fatto che il regista dellabiografia in musica e immagini di Elton John è Dexter Fletcher, ossia colui che ha ereditato ”BohemianRhapsody” senza più un regista (in seguito al licenziamento di Bryan Singer), per portarlo aconclusione. A produrre è lo stesso Elton John, che si affida a Fletcher e allo sceneggiatore di fiducia Lee Hall, giàautore dello script di ”Billy Elliot”.Non è dato sapere quanto il confronto invisibile tra ”Bohemian” e ‘Rocketman’ abbia influenzato lescelte di Fletcher, che di fatto sceglie un altro percorso per affrontare la vita di Dwight. Anziché lamimesi esasperata – degli attori e dei concerti – del film di Singer, ‘Rocketman’ usa le travagliatevicende di Elton John come parabola a metà tra il reale e il fantastico, come una sorta di allucinazionepsicotropa che possa aprire uno spiraglio per comprendere come si manifesti un talento inafferrabile eche condanna questo possa rappresentare. Ad affliggere il film di Fletcher, come molti biopic prima di lui, è il problema, o la necessità quasicompulsiva, di dover rendere tutto ‘visibile’, fino all’ultimo dei dettagli, privando l’immaginazione di ognispazio. L’infatuazione per il rock’n’roll non può quindi che manifestarsi attraverso un ciuffo di capelliimpomatati, la capacità di Elton di far librare corpi e pensieri è esemplificata da una scena in cui questoavviene letteralmente, e così via. Tutto è esibito e mai suggerito, come se fosse implicita la richiesta di questo didascalismo da parte delpubblico o, peggio, l’incapacità di quest’ultimo di poter “unire i puntini” senza un aiuto visivo. Su questopunto Fletcher dimostra una certa continuità rispetto a ”Bohemian Rhapsody” e a un’idea di film-eventoche sa sempre più di messa in scena spettacolare e curata di quel che ci si attende di vedere realizzatosu grande schermo, anziché la rivelazione di qualcosa di inatteso o di impredicibile. Cinema che nasce per confermare ed esaltare, per soddisfare il desiderio inesausto di fan service. Eche evita gli spigoli più difficili da gestire. Ma, a differenza che nel caso di Freddie Mercury, con EltonJohn coming out e omosessualità non sono certo sottaciuti, ma a prevalere è sempre la semplificazionedelle scelte, dei traumi, o degli enfatici momenti rivelatori. Il mistero di una “diversità” che, nel caso di Elton John, è plurima non viene esplorato: Reginald Dwight non è solo gay in un mondo che celebra l’eterosessualità, è anche un bastian contrario impossibile daincasellare nei generi musicali in voga, quando comincia a emergere nel mondo della musica. Eltonsceglie il rock’n’roll al posto della preparazione classica, il soft rock tinto di soul e gospel anziché lechitarre che dominano la sua epoca. Di questa insofferenza alla normalizzazione, sessuale e artistica, restano qualche scena pudica conl’amato-odiato John Reid e le crisi per eccesso di droga e alcool, ossia il cliché più antico del biopicmusicale a cui ‘Rocketman’ non fa nulla per sfuggire. Affrontati i demoni che era lecito ritrovare nel romanzo voluto da Elton John stesso, arriva inesorabile lacelebrazione del proprio riscatto: sulle note di I’m Still Standing, inno alla resilienza nonostante tutto etutti, scorrono gli agiografici titoli di coda, che ci ricordano il felice prosieguo della vita di Elton John e lesue attività filantropiche. E così tutto è bene quel che finisce bene, come si voleva rappresentare manon come si voleva audacemente immaginare.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

 

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mer
Rocketman @ Cinema di Bellano
Giu 19@21:00
Rocketman @ Cinema di Bellano

Lunedì 17, mercoledì 19, sabato 22 e domenica 23 giugno ore 21.00 – Cinema di Bellano

Un film di Dexter Fletcher con Bryce Dallas Howard, Richard Madden, Taron Egerton, Jamie Bell,Steven MacKintosh, Kamil Lemieszewski, Luke White, Jamie Bacon, Gemma Jones. Genere Biograficodurata 121 minuti. Produzione USA 2019.
 
La vita di Reginald Dwight, rockstar multimilionaria nota al mondo con il nome d’arte di Elton HerculesJohn, scorre a ritroso, partendo da una seduta di alcolisti anonimi. Qui John trova il modo di affrontare idemoni del proprio passato e ripercorrere i passi che l’hanno condotto in questo stato. Dopo il successo straordinario e inatteso di ”Bohemian Rhapsody”, intorno a ‘Rocketman’ si è creataun’aspettativa peculiare, un termine di paragone quasi obbligato, incentivato dal fatto che il regista dellabiografia in musica e immagini di Elton John è Dexter Fletcher, ossia colui che ha ereditato ”BohemianRhapsody” senza più un regista (in seguito al licenziamento di Bryan Singer), per portarlo aconclusione. A produrre è lo stesso Elton John, che si affida a Fletcher e allo sceneggiatore di fiducia Lee Hall, giàautore dello script di ”Billy Elliot”.Non è dato sapere quanto il confronto invisibile tra ”Bohemian” e ‘Rocketman’ abbia influenzato lescelte di Fletcher, che di fatto sceglie un altro percorso per affrontare la vita di Dwight. Anziché lamimesi esasperata – degli attori e dei concerti – del film di Singer, ‘Rocketman’ usa le travagliatevicende di Elton John come parabola a metà tra il reale e il fantastico, come una sorta di allucinazionepsicotropa che possa aprire uno spiraglio per comprendere come si manifesti un talento inafferrabile eche condanna questo possa rappresentare. Ad affliggere il film di Fletcher, come molti biopic prima di lui, è il problema, o la necessità quasicompulsiva, di dover rendere tutto ‘visibile’, fino all’ultimo dei dettagli, privando l’immaginazione di ognispazio. L’infatuazione per il rock’n’roll non può quindi che manifestarsi attraverso un ciuffo di capelliimpomatati, la capacità di Elton di far librare corpi e pensieri è esemplificata da una scena in cui questoavviene letteralmente, e così via. Tutto è esibito e mai suggerito, come se fosse implicita la richiesta di questo didascalismo da parte delpubblico o, peggio, l’incapacità di quest’ultimo di poter “unire i puntini” senza un aiuto visivo. Su questopunto Fletcher dimostra una certa continuità rispetto a ”Bohemian Rhapsody” e a un’idea di film-eventoche sa sempre più di messa in scena spettacolare e curata di quel che ci si attende di vedere realizzatosu grande schermo, anziché la rivelazione di qualcosa di inatteso o di impredicibile. Cinema che nasce per confermare ed esaltare, per soddisfare il desiderio inesausto di fan service. Eche evita gli spigoli più difficili da gestire. Ma, a differenza che nel caso di Freddie Mercury, con EltonJohn coming out e omosessualità non sono certo sottaciuti, ma a prevalere è sempre la semplificazionedelle scelte, dei traumi, o degli enfatici momenti rivelatori. Il mistero di una “diversità” che, nel caso di Elton John, è plurima non viene esplorato: Reginald Dwight non è solo gay in un mondo che celebra l’eterosessualità, è anche un bastian contrario impossibile daincasellare nei generi musicali in voga, quando comincia a emergere nel mondo della musica. Eltonsceglie il rock’n’roll al posto della preparazione classica, il soft rock tinto di soul e gospel anziché lechitarre che dominano la sua epoca. Di questa insofferenza alla normalizzazione, sessuale e artistica, restano qualche scena pudica conl’amato-odiato John Reid e le crisi per eccesso di droga e alcool, ossia il cliché più antico del biopicmusicale a cui ‘Rocketman’ non fa nulla per sfuggire. Affrontati i demoni che era lecito ritrovare nel romanzo voluto da Elton John stesso, arriva inesorabile lacelebrazione del proprio riscatto: sulle note di I’m Still Standing, inno alla resilienza nonostante tutto etutti, scorrono gli agiografici titoli di coda, che ci ricordano il felice prosieguo della vita di Elton John e lesue attività filantropiche. E così tutto è bene quel che finisce bene, come si voleva rappresentare manon come si voleva audacemente immaginare.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

 

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ven
Enzo Iacchetti – Spettacolo di Cabaret
Giu 21@21:00
Enzo Iacchetti - Spettacolo di Cabaret

Venerdì 21 Giugno ore 21 – Cinema di Bellano

con Enzo Iacchetti

Ingresso 20 € – Tutto il ricavato della serata sarà devoluto a Illumina di Blu Valsassina

Prevendita biglietti: Sabato 15 Giugno ore 10-12 presso Cinema di Bellano, Farmacia delle Betulle di Margno e Brew House di Introbio.

Per informazioni: Nadia 328.4179927

Vi aspettiamo!!

Serata Tango @ Palasole di Bellano
Giu 21@21:00
Giu
22
sab
Festa 45° Polisportiva Bellano @ Palasole di Bellano
Giu 22–Giu 23 giorno intero
Rocketman @ Cinema di Bellano
Giu 22@21:00
Rocketman @ Cinema di Bellano

Lunedì 17, mercoledì 19, sabato 22 e domenica 23 giugno ore 21.00 – Cinema di Bellano

Un film di Dexter Fletcher con Bryce Dallas Howard, Richard Madden, Taron Egerton, Jamie Bell,Steven MacKintosh, Kamil Lemieszewski, Luke White, Jamie Bacon, Gemma Jones. Genere Biograficodurata 121 minuti. Produzione USA 2019.
 
La vita di Reginald Dwight, rockstar multimilionaria nota al mondo con il nome d’arte di Elton HerculesJohn, scorre a ritroso, partendo da una seduta di alcolisti anonimi. Qui John trova il modo di affrontare idemoni del proprio passato e ripercorrere i passi che l’hanno condotto in questo stato. Dopo il successo straordinario e inatteso di ”Bohemian Rhapsody”, intorno a ‘Rocketman’ si è creataun’aspettativa peculiare, un termine di paragone quasi obbligato, incentivato dal fatto che il regista dellabiografia in musica e immagini di Elton John è Dexter Fletcher, ossia colui che ha ereditato ”BohemianRhapsody” senza più un regista (in seguito al licenziamento di Bryan Singer), per portarlo aconclusione. A produrre è lo stesso Elton John, che si affida a Fletcher e allo sceneggiatore di fiducia Lee Hall, giàautore dello script di ”Billy Elliot”.Non è dato sapere quanto il confronto invisibile tra ”Bohemian” e ‘Rocketman’ abbia influenzato lescelte di Fletcher, che di fatto sceglie un altro percorso per affrontare la vita di Dwight. Anziché lamimesi esasperata – degli attori e dei concerti – del film di Singer, ‘Rocketman’ usa le travagliatevicende di Elton John come parabola a metà tra il reale e il fantastico, come una sorta di allucinazionepsicotropa che possa aprire uno spiraglio per comprendere come si manifesti un talento inafferrabile eche condanna questo possa rappresentare. Ad affliggere il film di Fletcher, come molti biopic prima di lui, è il problema, o la necessità quasicompulsiva, di dover rendere tutto ‘visibile’, fino all’ultimo dei dettagli, privando l’immaginazione di ognispazio. L’infatuazione per il rock’n’roll non può quindi che manifestarsi attraverso un ciuffo di capelliimpomatati, la capacità di Elton di far librare corpi e pensieri è esemplificata da una scena in cui questoavviene letteralmente, e così via. Tutto è esibito e mai suggerito, come se fosse implicita la richiesta di questo didascalismo da parte delpubblico o, peggio, l’incapacità di quest’ultimo di poter “unire i puntini” senza un aiuto visivo. Su questopunto Fletcher dimostra una certa continuità rispetto a ”Bohemian Rhapsody” e a un’idea di film-eventoche sa sempre più di messa in scena spettacolare e curata di quel che ci si attende di vedere realizzatosu grande schermo, anziché la rivelazione di qualcosa di inatteso o di impredicibile. Cinema che nasce per confermare ed esaltare, per soddisfare il desiderio inesausto di fan service. Eche evita gli spigoli più difficili da gestire. Ma, a differenza che nel caso di Freddie Mercury, con EltonJohn coming out e omosessualità non sono certo sottaciuti, ma a prevalere è sempre la semplificazionedelle scelte, dei traumi, o degli enfatici momenti rivelatori. Il mistero di una “diversità” che, nel caso di Elton John, è plurima non viene esplorato: Reginald Dwight non è solo gay in un mondo che celebra l’eterosessualità, è anche un bastian contrario impossibile daincasellare nei generi musicali in voga, quando comincia a emergere nel mondo della musica. Eltonsceglie il rock’n’roll al posto della preparazione classica, il soft rock tinto di soul e gospel anziché lechitarre che dominano la sua epoca. Di questa insofferenza alla normalizzazione, sessuale e artistica, restano qualche scena pudica conl’amato-odiato John Reid e le crisi per eccesso di droga e alcool, ossia il cliché più antico del biopicmusicale a cui ‘Rocketman’ non fa nulla per sfuggire. Affrontati i demoni che era lecito ritrovare nel romanzo voluto da Elton John stesso, arriva inesorabile lacelebrazione del proprio riscatto: sulle note di I’m Still Standing, inno alla resilienza nonostante tutto etutti, scorrono gli agiografici titoli di coda, che ci ricordano il felice prosieguo della vita di Elton John e lesue attività filantropiche. E così tutto è bene quel che finisce bene, come si voleva rappresentare manon come si voleva audacemente immaginare.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

 

Giu
23
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Rocketman @ Cinema di Bellano
Giu 23@21:00
Rocketman @ Cinema di Bellano

Lunedì 17, mercoledì 19, sabato 22 e domenica 23 giugno ore 21.00 – Cinema di Bellano

Un film di Dexter Fletcher con Bryce Dallas Howard, Richard Madden, Taron Egerton, Jamie Bell,Steven MacKintosh, Kamil Lemieszewski, Luke White, Jamie Bacon, Gemma Jones. Genere Biograficodurata 121 minuti. Produzione USA 2019.
 
La vita di Reginald Dwight, rockstar multimilionaria nota al mondo con il nome d’arte di Elton HerculesJohn, scorre a ritroso, partendo da una seduta di alcolisti anonimi. Qui John trova il modo di affrontare idemoni del proprio passato e ripercorrere i passi che l’hanno condotto in questo stato. Dopo il successo straordinario e inatteso di ”Bohemian Rhapsody”, intorno a ‘Rocketman’ si è creataun’aspettativa peculiare, un termine di paragone quasi obbligato, incentivato dal fatto che il regista dellabiografia in musica e immagini di Elton John è Dexter Fletcher, ossia colui che ha ereditato ”BohemianRhapsody” senza più un regista (in seguito al licenziamento di Bryan Singer), per portarlo aconclusione. A produrre è lo stesso Elton John, che si affida a Fletcher e allo sceneggiatore di fiducia Lee Hall, giàautore dello script di ”Billy Elliot”.Non è dato sapere quanto il confronto invisibile tra ”Bohemian” e ‘Rocketman’ abbia influenzato lescelte di Fletcher, che di fatto sceglie un altro percorso per affrontare la vita di Dwight. Anziché lamimesi esasperata – degli attori e dei concerti – del film di Singer, ‘Rocketman’ usa le travagliatevicende di Elton John come parabola a metà tra il reale e il fantastico, come una sorta di allucinazionepsicotropa che possa aprire uno spiraglio per comprendere come si manifesti un talento inafferrabile eche condanna questo possa rappresentare. Ad affliggere il film di Fletcher, come molti biopic prima di lui, è il problema, o la necessità quasicompulsiva, di dover rendere tutto ‘visibile’, fino all’ultimo dei dettagli, privando l’immaginazione di ognispazio. L’infatuazione per il rock’n’roll non può quindi che manifestarsi attraverso un ciuffo di capelliimpomatati, la capacità di Elton di far librare corpi e pensieri è esemplificata da una scena in cui questoavviene letteralmente, e così via. Tutto è esibito e mai suggerito, come se fosse implicita la richiesta di questo didascalismo da parte delpubblico o, peggio, l’incapacità di quest’ultimo di poter “unire i puntini” senza un aiuto visivo. Su questopunto Fletcher dimostra una certa continuità rispetto a ”Bohemian Rhapsody” e a un’idea di film-eventoche sa sempre più di messa in scena spettacolare e curata di quel che ci si attende di vedere realizzatosu grande schermo, anziché la rivelazione di qualcosa di inatteso o di impredicibile. Cinema che nasce per confermare ed esaltare, per soddisfare il desiderio inesausto di fan service. Eche evita gli spigoli più difficili da gestire. Ma, a differenza che nel caso di Freddie Mercury, con EltonJohn coming out e omosessualità non sono certo sottaciuti, ma a prevalere è sempre la semplificazionedelle scelte, dei traumi, o degli enfatici momenti rivelatori. Il mistero di una “diversità” che, nel caso di Elton John, è plurima non viene esplorato: Reginald Dwight non è solo gay in un mondo che celebra l’eterosessualità, è anche un bastian contrario impossibile daincasellare nei generi musicali in voga, quando comincia a emergere nel mondo della musica. Eltonsceglie il rock’n’roll al posto della preparazione classica, il soft rock tinto di soul e gospel anziché lechitarre che dominano la sua epoca. Di questa insofferenza alla normalizzazione, sessuale e artistica, restano qualche scena pudica conl’amato-odiato John Reid e le crisi per eccesso di droga e alcool, ossia il cliché più antico del biopicmusicale a cui ‘Rocketman’ non fa nulla per sfuggire. Affrontati i demoni che era lecito ritrovare nel romanzo voluto da Elton John stesso, arriva inesorabile lacelebrazione del proprio riscatto: sulle note di I’m Still Standing, inno alla resilienza nonostante tutto etutti, scorrono gli agiografici titoli di coda, che ci ricordano il felice prosieguo della vita di Elton John e lesue attività filantropiche. E così tutto è bene quel che finisce bene, come si voleva rappresentare manon come si voleva audacemente immaginare.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

 

Giu
24
lun
Il Campione
Giu 24@21:00
Il Campione

IL CAMPIONE

Lunedì 24 Giugno ore 21.
La storia di una giovane promessa del calcio dal carattere difficile e dall’insegnante chiamato ad aiutarlo in vista dell’esame di maturità.

Regia di Leonardo D’Agostini
Un film con Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Ludovica Martino, Mario Sgueglia, Camilla Semino Favro
Genere Commedia
Italia, 2019
durata 105 minuti
01 Distribution

Christian Ferro sembra avere tutto dalla vita: a vent’anni, vive in una megavilla con più Lamborghini in garage, ha una fidanzata influencer, migliaia di fan adoranti e un contratto multimilionario con la AS Roma. Ma la sua brillante carriera di attaccante è messa a rischio dal carattere iracondo e dalla bravate cui si abbandona, istigato da tre amici che lo provocano accusandolo di essersi “ripulito”. Il campione infatti viene dal Trullo, quartiere periferico della Capitale, e ha alle spalle anni di miseria e degrado, un padre assente e una madre scomparsa troppo presto. Non c’è personal trainer, psicologo o life coach che tenga: Christian continua a comportarsi come un asociale, coperto dall’impunità che accompagna quei campioni cui il pubblico perdona (quasi) tutto. È a questo punto che il presidente della Roma decide di far affrontare a Christian l’esame di maturità, per inculcargli un po’ di disciplina e migliorarne la pessima reputazione. Al fine di preparare il ragazzo all’esame il presidente ingaggia Valerio Fioretti, un professore di liceo che dà lezioni private dopo aver lasciato l’insegnamento in classe. Valerio non sa nemmeno chi sia Christian Ferro (difficile da credere, per uno che abita a Roma….) e accetta l’incarico a fronte di un compenso mensile che è tre volte il suo ex stipendio. Ma anche lui ha qualche esame esistenziale da superare.

 

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Giu
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Creattivamente. Idee, forme e colori della fantasia.

Bellano – Piazza e Viale Tommaso Grossi

Domenica dalle 09.00 alle 20.00

Per chi apprezza il fascino delle cose fatte a mano.. l’incontro con la manualità, l’arte, la fantasia dell’artigianato creativo.

Per informazioni: artieesaporidinordovest@gmail.com

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Pets 2 @ Cinema di Bellano
7, 8, 9, 10, 14, 15, 16 giugno ore 21.00 Cinema di Bellano

Un film di Chris Renaud con Jenny Slate, Patton Oswalt, Eric Stonestreet, Kevin Hart, Lake Bell, DanaCarvey, Albert Brooks, Hannibal Buress, Bobby Moynihan, Nick Kroll. Genere Animazione durata 86minuti. Produzione USA 2019.

Decimo film prodotto dalla Illumination Entertainment – la mamma dei ‘Minions’ – e sequel di ‘Pets -Vita da animali’, in ‘Pets 2’ ritroviamo Max, reduce dal matrimonio e dalla maternità della padroncinaKatie, alle prese con un viaggio in campagna insieme ai suoi amici. Tra loro una new entry, il burberoRooster, un cane da pastore con la voce e il carattere di Harrison Ford, che a 76 anni si regala il primocartoon della carriera. Come nel primo film, anche in ‘Pets 2’ il divertimento nasce da un piacere “proibito”: scoprire cosafanno gli animali domestici in nostra assenza.Tutti i protagonisti di ‘Pets 2’, per quanto bizzarri possano sembrare, appartengono a una precisa razzaanimale. Per quanto riguarda i cani, Max è un Jack Russell terrier, specie creata nel 1800 per la cacciaalla volpe e prestata al cinema in numerose occasioni – ‘The Mask’ e ‘The Mask 2’, ‘Allarme Rosso’ esoprattutto ‘The Artist’. Duke è un terranova, razza canadese, amante dell’acqua e molto fedeleall’uomo, mentre Mel è un carlino, antica razza originaria della Cina molto popolare ai tempi dell’imperomongolo. Buddy è un bassotto, una tipologia canina da sempre associata alla Germania e allevata perla caccia al tasso, da non confondere con la razza di Pops, il basset hound, un segugio nano franceseutilizzato ugualmente per la caccia di animali da tana. E se Gidget rappresenta perfettamente la docilerazza pomerania, tra le più popolari negli Stati Uniti, Rooster è l’alfiere dei cani da pastore: taglia mediae morfologia lupoide, è un battitore libero da sempre a fianco di pastori e allevatori. Sul fronte felino,Chloe è un soriano sovrappeso mentre Ozone è uno sphinx, affascinante varietà glabra scoperta nelNuovo Messico a fine Ottocento. Completano il gruppo il pappagallo Sweet Pea, la cavia Norman e lapoiana Tiberius.Ma cosa fanno davvero gli animali quando noi non ci siamo? Cani e gatti, secondo la scienza, sicomporterebbero in maniera molto diversa. Un’indagine dell’Università di Bristol ha svelato che lamaggior parte dei cani vive la separazione dai proprietari come un trauma, anche se si tratta di unallontanamento momentaneo. I primi minuti di separazione sono i più stressanti, e la frustrazione vieneespressa con ululati e lamenti che possono protrarsi fino a trenta minuti – tempo oltre il quale l’umoredel cane tende a stabilizzarsi. Diverso il discorso per gli animali più ansiosi, o con disturbi del carattere, che possono lamentarsi perore, arrivando persino a somatizzare la sofferenza. Quanto ai gatti, studiati da una ricerca della RoyalVeterinary di Bristol, il loro rapporto con la solitudine sarebbe decisamente migliore. Il 21% del lorotempo, secondo l’indagine, sarebbe impiegato osservando l’ambiente (per esempio ciò che accadefuori da una finestra), l’11% intrattenendosi con altri animali, il 5% trafficando con oggetti e giocattoli esolo il 6% dormendo. I gatti sarebbero inoltre tra gli animali più attaccati al proprio territorio: sedecidono di andare in esplorazione, non si allontano – salvo i previsti – a più di 50 metri dalla propriaabitazione.

Gli italiani amano gli animali domestici e ai primi posti tra le specie più desiderate, a sorpresa, cisarebbero pesci e uccellini. Lo dice un recente censimento effettuato da Assalco-Zoomark, che contaoltre 60 milioni di pets in tutto il paese. Trenta milioni sarebbero i pesci negli acquari italiani, mentre 13milioni gli uccellini allevati in gabbie e voliere. Gatti leggermente in vantaggio sui cani, 7.5 milioni contro7, mentre i piccoli mammiferi – dai conigli ai cincillà – sarebbero quasi due milioni. Non mancano i rettili,dai serpenti alle tartarughe, con 1.3 milioni di esemplari distribuiti in giardini e appartamenti. Ad amare ipets sarebbero, secondo la ricerca, più le famiglie che i single, meno disposti a fare spazio, nelle lorovite, a un piccolo compagno a quattro zampe.

Giu
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Rocketman @ Cinema di Bellano
Giu 17@21:00
Rocketman @ Cinema di Bellano

Lunedì 17, mercoledì 19, sabato 22 e domenica 23 giugno ore 21.00 – Cinema di Bellano

Un film di Dexter Fletcher con Bryce Dallas Howard, Richard Madden, Taron Egerton, Jamie Bell,Steven MacKintosh, Kamil Lemieszewski, Luke White, Jamie Bacon, Gemma Jones. Genere Biograficodurata 121 minuti. Produzione USA 2019.
 
La vita di Reginald Dwight, rockstar multimilionaria nota al mondo con il nome d’arte di Elton HerculesJohn, scorre a ritroso, partendo da una seduta di alcolisti anonimi. Qui John trova il modo di affrontare idemoni del proprio passato e ripercorrere i passi che l’hanno condotto in questo stato. Dopo il successo straordinario e inatteso di ”Bohemian Rhapsody”, intorno a ‘Rocketman’ si è creataun’aspettativa peculiare, un termine di paragone quasi obbligato, incentivato dal fatto che il regista dellabiografia in musica e immagini di Elton John è Dexter Fletcher, ossia colui che ha ereditato ”BohemianRhapsody” senza più un regista (in seguito al licenziamento di Bryan Singer), per portarlo aconclusione. A produrre è lo stesso Elton John, che si affida a Fletcher e allo sceneggiatore di fiducia Lee Hall, giàautore dello script di ”Billy Elliot”.Non è dato sapere quanto il confronto invisibile tra ”Bohemian” e ‘Rocketman’ abbia influenzato lescelte di Fletcher, che di fatto sceglie un altro percorso per affrontare la vita di Dwight. Anziché lamimesi esasperata – degli attori e dei concerti – del film di Singer, ‘Rocketman’ usa le travagliatevicende di Elton John come parabola a metà tra il reale e il fantastico, come una sorta di allucinazionepsicotropa che possa aprire uno spiraglio per comprendere come si manifesti un talento inafferrabile eche condanna questo possa rappresentare. Ad affliggere il film di Fletcher, come molti biopic prima di lui, è il problema, o la necessità quasicompulsiva, di dover rendere tutto ‘visibile’, fino all’ultimo dei dettagli, privando l’immaginazione di ognispazio. L’infatuazione per il rock’n’roll non può quindi che manifestarsi attraverso un ciuffo di capelliimpomatati, la capacità di Elton di far librare corpi e pensieri è esemplificata da una scena in cui questoavviene letteralmente, e così via. Tutto è esibito e mai suggerito, come se fosse implicita la richiesta di questo didascalismo da parte delpubblico o, peggio, l’incapacità di quest’ultimo di poter “unire i puntini” senza un aiuto visivo. Su questopunto Fletcher dimostra una certa continuità rispetto a ”Bohemian Rhapsody” e a un’idea di film-eventoche sa sempre più di messa in scena spettacolare e curata di quel che ci si attende di vedere realizzatosu grande schermo, anziché la rivelazione di qualcosa di inatteso o di impredicibile. Cinema che nasce per confermare ed esaltare, per soddisfare il desiderio inesausto di fan service. Eche evita gli spigoli più difficili da gestire. Ma, a differenza che nel caso di Freddie Mercury, con EltonJohn coming out e omosessualità non sono certo sottaciuti, ma a prevalere è sempre la semplificazionedelle scelte, dei traumi, o degli enfatici momenti rivelatori. Il mistero di una “diversità” che, nel caso di Elton John, è plurima non viene esplorato: Reginald Dwight non è solo gay in un mondo che celebra l’eterosessualità, è anche un bastian contrario impossibile daincasellare nei generi musicali in voga, quando comincia a emergere nel mondo della musica. Eltonsceglie il rock’n’roll al posto della preparazione classica, il soft rock tinto di soul e gospel anziché lechitarre che dominano la sua epoca. Di questa insofferenza alla normalizzazione, sessuale e artistica, restano qualche scena pudica conl’amato-odiato John Reid e le crisi per eccesso di droga e alcool, ossia il cliché più antico del biopicmusicale a cui ‘Rocketman’ non fa nulla per sfuggire. Affrontati i demoni che era lecito ritrovare nel romanzo voluto da Elton John stesso, arriva inesorabile lacelebrazione del proprio riscatto: sulle note di I’m Still Standing, inno alla resilienza nonostante tutto etutti, scorrono gli agiografici titoli di coda, che ci ricordano il felice prosieguo della vita di Elton John e lesue attività filantropiche. E così tutto è bene quel che finisce bene, come si voleva rappresentare manon come si voleva audacemente immaginare.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

 

Giu
19
mer
Rocketman @ Cinema di Bellano
Giu 19@21:00
Rocketman @ Cinema di Bellano

Lunedì 17, mercoledì 19, sabato 22 e domenica 23 giugno ore 21.00 – Cinema di Bellano

Un film di Dexter Fletcher con Bryce Dallas Howard, Richard Madden, Taron Egerton, Jamie Bell,Steven MacKintosh, Kamil Lemieszewski, Luke White, Jamie Bacon, Gemma Jones. Genere Biograficodurata 121 minuti. Produzione USA 2019.
 
La vita di Reginald Dwight, rockstar multimilionaria nota al mondo con il nome d’arte di Elton HerculesJohn, scorre a ritroso, partendo da una seduta di alcolisti anonimi. Qui John trova il modo di affrontare idemoni del proprio passato e ripercorrere i passi che l’hanno condotto in questo stato. Dopo il successo straordinario e inatteso di ”Bohemian Rhapsody”, intorno a ‘Rocketman’ si è creataun’aspettativa peculiare, un termine di paragone quasi obbligato, incentivato dal fatto che il regista dellabiografia in musica e immagini di Elton John è Dexter Fletcher, ossia colui che ha ereditato ”BohemianRhapsody” senza più un regista (in seguito al licenziamento di Bryan Singer), per portarlo aconclusione. A produrre è lo stesso Elton John, che si affida a Fletcher e allo sceneggiatore di fiducia Lee Hall, giàautore dello script di ”Billy Elliot”.Non è dato sapere quanto il confronto invisibile tra ”Bohemian” e ‘Rocketman’ abbia influenzato lescelte di Fletcher, che di fatto sceglie un altro percorso per affrontare la vita di Dwight. Anziché lamimesi esasperata – degli attori e dei concerti – del film di Singer, ‘Rocketman’ usa le travagliatevicende di Elton John come parabola a metà tra il reale e il fantastico, come una sorta di allucinazionepsicotropa che possa aprire uno spiraglio per comprendere come si manifesti un talento inafferrabile eche condanna questo possa rappresentare. Ad affliggere il film di Fletcher, come molti biopic prima di lui, è il problema, o la necessità quasicompulsiva, di dover rendere tutto ‘visibile’, fino all’ultimo dei dettagli, privando l’immaginazione di ognispazio. L’infatuazione per il rock’n’roll non può quindi che manifestarsi attraverso un ciuffo di capelliimpomatati, la capacità di Elton di far librare corpi e pensieri è esemplificata da una scena in cui questoavviene letteralmente, e così via. Tutto è esibito e mai suggerito, come se fosse implicita la richiesta di questo didascalismo da parte delpubblico o, peggio, l’incapacità di quest’ultimo di poter “unire i puntini” senza un aiuto visivo. Su questopunto Fletcher dimostra una certa continuità rispetto a ”Bohemian Rhapsody” e a un’idea di film-eventoche sa sempre più di messa in scena spettacolare e curata di quel che ci si attende di vedere realizzatosu grande schermo, anziché la rivelazione di qualcosa di inatteso o di impredicibile. Cinema che nasce per confermare ed esaltare, per soddisfare il desiderio inesausto di fan service. Eche evita gli spigoli più difficili da gestire. Ma, a differenza che nel caso di Freddie Mercury, con EltonJohn coming out e omosessualità non sono certo sottaciuti, ma a prevalere è sempre la semplificazionedelle scelte, dei traumi, o degli enfatici momenti rivelatori. Il mistero di una “diversità” che, nel caso di Elton John, è plurima non viene esplorato: Reginald Dwight non è solo gay in un mondo che celebra l’eterosessualità, è anche un bastian contrario impossibile daincasellare nei generi musicali in voga, quando comincia a emergere nel mondo della musica. Eltonsceglie il rock’n’roll al posto della preparazione classica, il soft rock tinto di soul e gospel anziché lechitarre che dominano la sua epoca. Di questa insofferenza alla normalizzazione, sessuale e artistica, restano qualche scena pudica conl’amato-odiato John Reid e le crisi per eccesso di droga e alcool, ossia il cliché più antico del biopicmusicale a cui ‘Rocketman’ non fa nulla per sfuggire. Affrontati i demoni che era lecito ritrovare nel romanzo voluto da Elton John stesso, arriva inesorabile lacelebrazione del proprio riscatto: sulle note di I’m Still Standing, inno alla resilienza nonostante tutto etutti, scorrono gli agiografici titoli di coda, che ci ricordano il felice prosieguo della vita di Elton John e lesue attività filantropiche. E così tutto è bene quel che finisce bene, come si voleva rappresentare manon come si voleva audacemente immaginare.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

 

Giu
21
ven
Enzo Iacchetti – Spettacolo di Cabaret
Giu 21@21:00
Enzo Iacchetti - Spettacolo di Cabaret

Venerdì 21 Giugno ore 21 – Cinema di Bellano

con Enzo Iacchetti

Ingresso 20 € – Tutto il ricavato della serata sarà devoluto a Illumina di Blu Valsassina

Prevendita biglietti: Sabato 15 Giugno ore 10-12 presso Cinema di Bellano, Farmacia delle Betulle di Margno e Brew House di Introbio.

Per informazioni: Nadia 328.4179927

Vi aspettiamo!!

Serata Tango @ Palasole di Bellano
Giu 21@21:00
Giu
22
sab
Festa 45° Polisportiva Bellano @ Palasole di Bellano
Giu 22–Giu 23 giorno intero
Rocketman @ Cinema di Bellano
Giu 22@21:00
Rocketman @ Cinema di Bellano

Lunedì 17, mercoledì 19, sabato 22 e domenica 23 giugno ore 21.00 – Cinema di Bellano

Un film di Dexter Fletcher con Bryce Dallas Howard, Richard Madden, Taron Egerton, Jamie Bell,Steven MacKintosh, Kamil Lemieszewski, Luke White, Jamie Bacon, Gemma Jones. Genere Biograficodurata 121 minuti. Produzione USA 2019.
 
La vita di Reginald Dwight, rockstar multimilionaria nota al mondo con il nome d’arte di Elton HerculesJohn, scorre a ritroso, partendo da una seduta di alcolisti anonimi. Qui John trova il modo di affrontare idemoni del proprio passato e ripercorrere i passi che l’hanno condotto in questo stato. Dopo il successo straordinario e inatteso di ”Bohemian Rhapsody”, intorno a ‘Rocketman’ si è creataun’aspettativa peculiare, un termine di paragone quasi obbligato, incentivato dal fatto che il regista dellabiografia in musica e immagini di Elton John è Dexter Fletcher, ossia colui che ha ereditato ”BohemianRhapsody” senza più un regista (in seguito al licenziamento di Bryan Singer), per portarlo aconclusione. A produrre è lo stesso Elton John, che si affida a Fletcher e allo sceneggiatore di fiducia Lee Hall, giàautore dello script di ”Billy Elliot”.Non è dato sapere quanto il confronto invisibile tra ”Bohemian” e ‘Rocketman’ abbia influenzato lescelte di Fletcher, che di fatto sceglie un altro percorso per affrontare la vita di Dwight. Anziché lamimesi esasperata – degli attori e dei concerti – del film di Singer, ‘Rocketman’ usa le travagliatevicende di Elton John come parabola a metà tra il reale e il fantastico, come una sorta di allucinazionepsicotropa che possa aprire uno spiraglio per comprendere come si manifesti un talento inafferrabile eche condanna questo possa rappresentare. Ad affliggere il film di Fletcher, come molti biopic prima di lui, è il problema, o la necessità quasicompulsiva, di dover rendere tutto ‘visibile’, fino all’ultimo dei dettagli, privando l’immaginazione di ognispazio. L’infatuazione per il rock’n’roll non può quindi che manifestarsi attraverso un ciuffo di capelliimpomatati, la capacità di Elton di far librare corpi e pensieri è esemplificata da una scena in cui questoavviene letteralmente, e così via. Tutto è esibito e mai suggerito, come se fosse implicita la richiesta di questo didascalismo da parte delpubblico o, peggio, l’incapacità di quest’ultimo di poter “unire i puntini” senza un aiuto visivo. Su questopunto Fletcher dimostra una certa continuità rispetto a ”Bohemian Rhapsody” e a un’idea di film-eventoche sa sempre più di messa in scena spettacolare e curata di quel che ci si attende di vedere realizzatosu grande schermo, anziché la rivelazione di qualcosa di inatteso o di impredicibile. Cinema che nasce per confermare ed esaltare, per soddisfare il desiderio inesausto di fan service. Eche evita gli spigoli più difficili da gestire. Ma, a differenza che nel caso di Freddie Mercury, con EltonJohn coming out e omosessualità non sono certo sottaciuti, ma a prevalere è sempre la semplificazionedelle scelte, dei traumi, o degli enfatici momenti rivelatori. Il mistero di una “diversità” che, nel caso di Elton John, è plurima non viene esplorato: Reginald Dwight non è solo gay in un mondo che celebra l’eterosessualità, è anche un bastian contrario impossibile daincasellare nei generi musicali in voga, quando comincia a emergere nel mondo della musica. Eltonsceglie il rock’n’roll al posto della preparazione classica, il soft rock tinto di soul e gospel anziché lechitarre che dominano la sua epoca. Di questa insofferenza alla normalizzazione, sessuale e artistica, restano qualche scena pudica conl’amato-odiato John Reid e le crisi per eccesso di droga e alcool, ossia il cliché più antico del biopicmusicale a cui ‘Rocketman’ non fa nulla per sfuggire. Affrontati i demoni che era lecito ritrovare nel romanzo voluto da Elton John stesso, arriva inesorabile lacelebrazione del proprio riscatto: sulle note di I’m Still Standing, inno alla resilienza nonostante tutto etutti, scorrono gli agiografici titoli di coda, che ci ricordano il felice prosieguo della vita di Elton John e lesue attività filantropiche. E così tutto è bene quel che finisce bene, come si voleva rappresentare manon come si voleva audacemente immaginare.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

 

Giu
23
dom
Rocketman @ Cinema di Bellano
Giu 23@21:00
Rocketman @ Cinema di Bellano

Lunedì 17, mercoledì 19, sabato 22 e domenica 23 giugno ore 21.00 – Cinema di Bellano

Un film di Dexter Fletcher con Bryce Dallas Howard, Richard Madden, Taron Egerton, Jamie Bell,Steven MacKintosh, Kamil Lemieszewski, Luke White, Jamie Bacon, Gemma Jones. Genere Biograficodurata 121 minuti. Produzione USA 2019.
 
La vita di Reginald Dwight, rockstar multimilionaria nota al mondo con il nome d’arte di Elton HerculesJohn, scorre a ritroso, partendo da una seduta di alcolisti anonimi. Qui John trova il modo di affrontare idemoni del proprio passato e ripercorrere i passi che l’hanno condotto in questo stato. Dopo il successo straordinario e inatteso di ”Bohemian Rhapsody”, intorno a ‘Rocketman’ si è creataun’aspettativa peculiare, un termine di paragone quasi obbligato, incentivato dal fatto che il regista dellabiografia in musica e immagini di Elton John è Dexter Fletcher, ossia colui che ha ereditato ”BohemianRhapsody” senza più un regista (in seguito al licenziamento di Bryan Singer), per portarlo aconclusione. A produrre è lo stesso Elton John, che si affida a Fletcher e allo sceneggiatore di fiducia Lee Hall, giàautore dello script di ”Billy Elliot”.Non è dato sapere quanto il confronto invisibile tra ”Bohemian” e ‘Rocketman’ abbia influenzato lescelte di Fletcher, che di fatto sceglie un altro percorso per affrontare la vita di Dwight. Anziché lamimesi esasperata – degli attori e dei concerti – del film di Singer, ‘Rocketman’ usa le travagliatevicende di Elton John come parabola a metà tra il reale e il fantastico, come una sorta di allucinazionepsicotropa che possa aprire uno spiraglio per comprendere come si manifesti un talento inafferrabile eche condanna questo possa rappresentare. Ad affliggere il film di Fletcher, come molti biopic prima di lui, è il problema, o la necessità quasicompulsiva, di dover rendere tutto ‘visibile’, fino all’ultimo dei dettagli, privando l’immaginazione di ognispazio. L’infatuazione per il rock’n’roll non può quindi che manifestarsi attraverso un ciuffo di capelliimpomatati, la capacità di Elton di far librare corpi e pensieri è esemplificata da una scena in cui questoavviene letteralmente, e così via. Tutto è esibito e mai suggerito, come se fosse implicita la richiesta di questo didascalismo da parte delpubblico o, peggio, l’incapacità di quest’ultimo di poter “unire i puntini” senza un aiuto visivo. Su questopunto Fletcher dimostra una certa continuità rispetto a ”Bohemian Rhapsody” e a un’idea di film-eventoche sa sempre più di messa in scena spettacolare e curata di quel che ci si attende di vedere realizzatosu grande schermo, anziché la rivelazione di qualcosa di inatteso o di impredicibile. Cinema che nasce per confermare ed esaltare, per soddisfare il desiderio inesausto di fan service. Eche evita gli spigoli più difficili da gestire. Ma, a differenza che nel caso di Freddie Mercury, con EltonJohn coming out e omosessualità non sono certo sottaciuti, ma a prevalere è sempre la semplificazionedelle scelte, dei traumi, o degli enfatici momenti rivelatori. Il mistero di una “diversità” che, nel caso di Elton John, è plurima non viene esplorato: Reginald Dwight non è solo gay in un mondo che celebra l’eterosessualità, è anche un bastian contrario impossibile daincasellare nei generi musicali in voga, quando comincia a emergere nel mondo della musica. Eltonsceglie il rock’n’roll al posto della preparazione classica, il soft rock tinto di soul e gospel anziché lechitarre che dominano la sua epoca. Di questa insofferenza alla normalizzazione, sessuale e artistica, restano qualche scena pudica conl’amato-odiato John Reid e le crisi per eccesso di droga e alcool, ossia il cliché più antico del biopicmusicale a cui ‘Rocketman’ non fa nulla per sfuggire. Affrontati i demoni che era lecito ritrovare nel romanzo voluto da Elton John stesso, arriva inesorabile lacelebrazione del proprio riscatto: sulle note di I’m Still Standing, inno alla resilienza nonostante tutto etutti, scorrono gli agiografici titoli di coda, che ci ricordano il felice prosieguo della vita di Elton John e lesue attività filantropiche. E così tutto è bene quel che finisce bene, come si voleva rappresentare manon come si voleva audacemente immaginare.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

 

Giu
24
lun
Il Campione
Giu 24@21:00
Il Campione

IL CAMPIONE

Lunedì 24 Giugno ore 21.
La storia di una giovane promessa del calcio dal carattere difficile e dall’insegnante chiamato ad aiutarlo in vista dell’esame di maturità.

Regia di Leonardo D’Agostini
Un film con Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Ludovica Martino, Mario Sgueglia, Camilla Semino Favro
Genere Commedia
Italia, 2019
durata 105 minuti
01 Distribution

Christian Ferro sembra avere tutto dalla vita: a vent’anni, vive in una megavilla con più Lamborghini in garage, ha una fidanzata influencer, migliaia di fan adoranti e un contratto multimilionario con la AS Roma. Ma la sua brillante carriera di attaccante è messa a rischio dal carattere iracondo e dalla bravate cui si abbandona, istigato da tre amici che lo provocano accusandolo di essersi “ripulito”. Il campione infatti viene dal Trullo, quartiere periferico della Capitale, e ha alle spalle anni di miseria e degrado, un padre assente e una madre scomparsa troppo presto. Non c’è personal trainer, psicologo o life coach che tenga: Christian continua a comportarsi come un asociale, coperto dall’impunità che accompagna quei campioni cui il pubblico perdona (quasi) tutto. È a questo punto che il presidente della Roma decide di far affrontare a Christian l’esame di maturità, per inculcargli un po’ di disciplina e migliorarne la pessima reputazione. Al fine di preparare il ragazzo all’esame il presidente ingaggia Valerio Fioretti, un professore di liceo che dà lezioni private dopo aver lasciato l’insegnamento in classe. Valerio non sa nemmeno chi sia Christian Ferro (difficile da credere, per uno che abita a Roma….) e accetta l’incarico a fronte di un compenso mensile che è tre volte il suo ex stipendio. Ma anche lui ha qualche esame esistenziale da superare.

 

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